Codroipo Cuore Live del Medio Friuli

Sito del Turismo del Medio Friuli: conoscere, capire e gustare il Medio Friuli

Associazione Intercomunale dei Comuni del Medio Friuli: Basiliano, Bertiolo, Camino al Tagliamento,

utility

Cerca

Scegli la lingua

Lingua italiana Lingua inglese Lingua tedesca

 BERTIOLO: PATRIMONIO STORICO ARTISTICO

Bertiolo, con i filari ordinati delle vigne e le numerose cantine sparse sul territorio, appartiene al circuito nazionale delle Città del Vino, prodotto celebrato annualmente durante la festa marzolina che apre il fitto calendario delle fiere e delle sagre regionali.
Naturalmente, oltre a deliziare i palati con i migliori vini della DOC Friuli Grave, il comune di Bertiolo si presenta come una terra ricca di curiosità storiche e artistiche.

All’ingresso dell’abitato di Bertiolo, provenendo da Lonca di Codroipo, ci accoglie, immerso nel verde della campagna circostante, il monumentale Santuario della Madonna di Screncis.
Il Santuario fu realizzato su disegno dell’ingegnere udinese Giuseppe Zandigiacomo, che pose la prima pietra nel 1857 dando così avvio alla ricostruzione e all’ampliamento di un preesistente edificio cultuale, meta di pellegrinaggi fin dal ‘400. L’esterno presenta un alto pronao colonnato e sormontato da timpano secondo gli stilemi neoclassici. La pianta è a croce latina con cupola impostata all’incrocio del transetto e della navata centrale.

Stando alle cronache ottocentesche l’intera popolazione del Medio Friuli contribuì a reperire e donare i materiali edilizi per l’erezione dell’imponente opera architettonica, a conferma di una sentita devozione verso l’immagine della Beata Vergine di Screncis ivi conservata.

Infatti, secondo la leggenda, il complesso sorge laddove un pastore rinvenne entro una grezza cassetta un’icona lignea raffigurante la Vergine col Bambino, che, pur essendo trasportata dapprima all’interno della parrocchiale e poi nella chiesetta della Santissima Trinità, ricomparve miracolosamente nel luogo del ritrovamento divenendo subito oggetto di culto. La tavola raffigura Maria che nel mostrare Gesù ai fedeli lo sorregge in un precario equilibrio con una gestualità del tutto naturale e materna. La stessa immagine si ripete nella ricca e interessantissima collezione di ex-voto presenti all’interno a testimonianza della vivace religiosità popolare che mosse i fedeli al culto mariano già nel XVII secolo, quando furono realizzati i più antichi dei dipinti donati per grazia ricevuta al Santuario.

Lungo la strada che attraversa il paese e conduce in centro sorge la chiesa di San Martino, santo al quale è dedicata anche una splendida tela, che si conserva all’interno sulla parete adiacente la zona presbiteriale.
L’opera è stata realizzata nel 1832 dal pittore udinese Odorico Politi (1785-1846), uno dei più grandi interpreti della cultura figurativa neoclassica in regione. A commissionarla fu un certo Giacomo Mantoani, che ne cedette l’uso alla parrocchiale come ex-voto perchè sopravvissuto dopo essere stato colpito da un fulmine. Fra le molte opere sacre del corpus pittorico del Politi, la pala di Bertiolo si distingue per le soluzioni formali e luministiche, per l’immediatezza narrativa e quel senso di vitale movimento che si sprigiona dalla mole imponente del bianco cavallo, sul quale San Martino compie il solidale gesto di dividere il mantello con un mendicante. 

Degna di nota è anche l’opera collocata sul secondo altare a destra: rappresenta la Vergine del Rosario ed è attribuita a Francesco Pavona (1692-1774), udinese di nascita, ma di formazione veneto-bolognese, artista assurto a fama internazionale presso le corti europee grazie ai ritratti condotti alla maniera di Rosalba Carriera. La pala è dominata dalla figura della Vergine, che con grazia gestuale sorregge il Bambino e si rivolge all’orante, in un contesto dai raffinati accostamenti di tonalità fredde e chiare. Oltre alle pregevoli opere di pittura e scultura a decoro degli altari, la chiesa di San Martino racchiude un vero tesoro nell’ambito dell’arredo liturgico, costituito da un gruppo di tre poltrone, due sgabelli e un leggio in legno d’ebano con preziosi intarsi madreperlacei, che delineano elementi decorativi floreali e le figure della Vergine con Bambino (sul leggio) e di San Giovanni Battista (sulla poltrona maggiore). Si ipotizza che i manufatti siano giunti a Bertiolo da una bottega artigiana di area veneta come dono di una nobile famiglia locale, forse i Savorgnan. All’esterno della chiesa, nello spazio adiacente il fianco sinistro, si dispiegano le quattordici stazioni della via Crucis,  protette da un lungo porticato e dipinte su muro entro cornici mistilinee. L’insieme, ascrivibile al XVIII secolo, costituisce uno dei rari esempi ancora esistente sul territorio.

Prima di lasciare Bertiolo si consiglia una visita alla chiesetta più antica del paese: si tratta della chiesa dedicata alla Santissima Trinità  con lacerti di affreschi risalenti al XIII-XIV secolo e una campana che reca impressa la data 1287.
Si tratta della campana più antica che si conosca in provincia di Udine, scampata alle fusioni imposte durante la Grande Guerra. Un intervento di restauro avvenuto nel 1989 ha fatto riaffiorare resti di un tempietto del VII secolo e una necropoli di età longobarda.

Sorge nel borgo rurale di Sterpo, nella parte meridionale del Comune di Bertiolo lungo la linea delle risorgive, l’imponente Villa Colloredo Venier, costruita sulle rovine di un castello trecentesco. La villa fu eretta sul finire del XVIII secolo ad inglobare la torre maestra del precedente maniero, divenuta il corpo centrale di residenza, ed un torrione difensivo, che costituisce l’abside della cappella gentilizia. L’aspetto attuale è frutto di rimaneggiamenti ottocenteschi atti a dare unitarietà alle diverse parti di fabbrica comprese le barchesse, le stalle e i rustici ad uso agricolo che circondano la villa. Il lieve declivio su cui sorge l’edificio e il vasto parco, ideato secondo il gusto romantico, sono delimitati dalle acque del fiume Stella, che alimentarono per secoli le pale del mulino ancor oggi visibile lungo la strada e unico superstite fra i numerosi opifici documentati nella zona fin dal Trecento. La natura, qui particolarmente generosa, ha donato al parco della villa uno splendido esemplare di quercia plurisecolare, che risulta fra le più grandi in Italia (più di 20 m. d’altezza) ed è protetto come monumento naturale.

La frazione di Pozzecco  sorge al di là della Stradalta, la storica Strada Napoleonica che divide in due il territorio di Bertiolo segnando anche un rapido passaggio di carattere paesaggistico dalla zona di risorgive ad una zona povera d’acqua, come evoca il toponimo stesso del borgo (Pozzecco: “pozzo secco”). Qui, entro la chiesa di Sant’Andrea, eretta a cavallo fra ‘800 e ‘900 dall’architetto udinese Gerolamo D’Aronco (1825-1909), si custodiscono opere rappresentative della cultura figurativa locale di diverse epoche. Ci riporta ai fasti dell’età barocca lo splendido manufatto di legno intagliato e dorato che fra volute, putti e cherubini racchiude una piccola immagine della Pietà: si tratta del tabernacolo del Santo Sepolcro, attribuito per l’elevata qualità artistica ad uno dei più grandi intagliatori lignei del periodo, lo zoldano Andrea Brustolon (1662-1732). Ricalca invece il gusto romantico per le rievocazioni storiche la Sacra conversazione realizzata dal pittore udinese Rocco Pitacco (1822-1898), che guarda al Rinascimento nell’impaginare il dipinto secondo uno schema piramidale con al vertice l’Eterno Padre. In un ambiente dal classicismo raggelato fatto di candide architetture lapidee la Vergine con il Bambino siede su un alto trono sotto lo sguardo materno e preoccupato di Sant’Anna, mentre sul piano della pavimentazione si fronteggiano i santi Gioacchino e Giacomo.
La parrocchiale conserva anche due interessantissime serie di Via Crucis: la prima ci riporta al tardo Settecento (1779) e al gusto per la riproduzione a stampa delle opere dei grandi maestri veneziani con le quattordici stazioni uscite dalla stamperia Wagner di Venezia. La seconda è una riflessione e soprattutto un’artistica sperimentazione sulla tecnica del mosaico secondo i modi di Alverio Savoia (1939), nativo di Pozzecco dove vive creando pregevoli opere musive e straordinari terrazzi veneziani come quelli della chiesa di Virco e del Municipio di Bertiolo. Quest’ultimo ci accoglie con il grande stemma dal grappolo d’uva a ricordarci la vocazione agricola del paese. Prima di lasciare Pozzecco merita un rapido sguardo casa Savoia, costruita sul lato sinistro della cortina che circonda la chiesa. Tipica struttura abitativa nobiliare friulana, presenta caratteri architettonici semplici e severi sviluppandosi con pianta ad elle intorno ad un cortile interno dove spicca una grande veduta urbana di fantasia condotta secondo la tecnica dell’affresco su un muro divisorio. Sullo stesso cortile si affacciano anche i locali un tempo occupati da attività artigianali come la fucina di un fabbro, di cui restano ancora gli attrezzi.

 

La chiesetta di S. Giacomo Apostolo a Pozzecco

Chiesa succursale, costruzione del tardo ‘500 con ricostruzioni e aggiunte (portico del ‘900, campanile a vela recente); aula rettangolare con copertura dei travi a vista; cono quadrangolare con soffitto in calce pettinato. (G. Marchetti, Chiesette votive) In effetti la chiesetta certamente esisteva ed era aperta al culto prima della fine del ‘500, come risulta dai documenti dell’archivio parrocchiale relativi alla visita del delegato del patriarca di Aquileia Francesco Barbaro (16 ottobre 1595), il visitatore Jacopo Maracco. Con la costruzione, all’intorno, del cimitero (1862), la chiesa dedicata a San Giacomo Apostolo è cresciuta nel significato liturgico della vita religiosa del paese: ad essa è collegato il termine della rogazione di San Marco (25 aprile), la celebrazione della Santa Messa in onore di San Giacomo Apostolo (fine luglio) e le celebrazioni dei giorni dei Santi e dei Morti (1 e 2 novembre). (G.B. Passone, Pozzecco… spigolature nel passato della Comunità) La chiesetta, una ventina di anni fa, è stata oggetto di un attento restauro. L’artistica e ottocentesca pala d’altare raffigurante “Madonna con Bambino e Santi”, opera di Rocco Pitacco era già stata trasferita, per motivi di custodia, nella chiesa parrocchiale di Sant’Andrea Apostolo; per tale motivo gli abitanti di Pozzecco decisero di abbellire la chiesa prima con lo splendido affresco della “Resurrezione” di C. B. Tiozzo (1992) e in seguito con la “Crocefissione” in mosaico di A. Savoia, opera pregevole che l’artista aveva già realizzata nel 1968.

Pozzecco è anche paese di terrazzieri: nella chiesetta di San Giacomo Apostolo, oltre al recente seminato alla veneziana di A. Savoia eseguito sull’altare, la navata presenta un importante lavoro “alla veneziana”, opera del terrazziere Luigi Dell’Angela (1926). La pavimentazione è stata levigata e riportata alla sua originaria bellezza in occasione del restauro eseguito agli inizi degli anni ’90.

Testo di Mario Battistuta

L’enoteca di Bertiolo
E' un vecchio ma splendido fabbricato agreste ottocentesco, in origine adibito a stalla, in seguito la cantina. L’edificio, per molto tempo di proprietà di una nota famiglia bertiolese (i Laurenti), da un decennio è passato nella titolarità e disponibilità della Pro Loco Risorgive. L’edificio, costruito con la tipica lavorazione a sasso, è a pianta rettangolare, divisa in tre vani al piano terra (l’enoteca vera e propria, una sala di servizio e la sala spuntini). Il primo piano presentava un unico grande vano, ancora da ristrutturare e da destinare a futura sala degustazioni. In effetti, dopo gli importanti lavori realizzati dalla Pro Loco (ripristino integrale del tetto di copertura, restauro dell’ingresso e dello splendido loggiato posto sul lato sinistro del cortile dell’enoteca), la realizzazione della sala degustazioni è ciò che manca al fine di una fruizione costante del fabbricato e per una migliore valorizzazione delle aziende e dei loro prodotti enogastronomici.
In attesa di tale intervento, la Pro Loco, da sessantadue anni, a marzo, organizza la Festa del Vino di Bertiolo e l’enoteca rappresenta il fulcro per la promozione delle aziende vitivinicole provenienti da tutti i consorzi della regione Friuli Venezia Giulia. Proprio per tale promozione, da quasi trent’anni, si svolge un’importante mostra concorso “Bertiûl tal Friûl” che premia le migliori aziende e i migliori vini sottoposti al duplice giudizio dell’Assoenologi F.V.G. e di un giuria di un’altra regione o estera. L’enoteca è aperta, oltre che nel mese di marzo,in determinate occasioni, e ogni anno il 10 di agosto, quando a Bertiolo, come in diverse altre “Città del Vino” d’Italia, viene organizzato l’evento noto come “Calici di Stelle”.

Testo di Mario Battistuta

Visita anche le pagine del patrimonio storico-artistico di:

 

Oppure