Codroipo Cuore Live del Medio Friuli

Sito del Turismo del Medio Friuli: conoscere, capire e gustare il Medio Friuli

Associazione Intercomunale dei Comuni del Medio Friuli: Basiliano, Bertiolo, Camino al Tagliamento,

utility

Cerca

Scegli la lingua

Lingua italiana Lingua inglese Lingua tedesca

AREE NATURALI: BOSCHI, TORBIERE E PARCHI

A sud-ovest della frazione di Tomba, non lontano dal Mulin di Marchèt si può raggiungere la tomba a tumulo che ha dato nome al paese: detta “Tùmbare”, si trova in una zona suggestiva, in cui spicca tra il paesaggio agrario circostante, circondata da piacevoli campi di viti e dalle acque turbolente della roggia. Altre zone interessanti dal punto di vista naturalistico e in cui è possibile effettuare piacevoli passeggiate sono i Castellieri, tra cui i principali sono quello di Savalons e quello che si estende nella campagna tra Galleriano e Nespoledo, in località “Las Rivas” (nel comune di Lestizza). Qui si scorgono alcuni rilievi del terreno, considerati le tracce di un Campo romano: questi luoghi vennero scelti per costruire degli accampamenti perché qui anticamente scorrevano le acque delle lavie, corsi d’acqua effimeri e di piccole dimensioni disposti a raggiera, capaci di gonfiarsi d’acqua dopo piogge intense e prolungate e il cui alveo faceva da limite naturale a questi villaggi.

Sempre nell’alta pianura si sviluppa anche il comune di Sedegliano: qui l’area più interessante dal punto di vista naturalistico e ambientale è il Parco del Tagliamento, che si sviluppa tra Rivis e Turrida e comprende un’ampia zona golenale, con splendidi punti panoramici sul grande fiume. Questo è il luogo ideale per piacevoli e facili escursioni e per l’osservazione di numerose specie di avifauna che qui nidificano;

Anche nella zona di Camino al Tagliamento è possibile entrare nel bosco golenale, dove il popolamento vegetale spontaneo risulta ricco e vario, grazie a numerose specie igrofile, che si adattano alla colonizzazione delle ghiaie (glareofite) e svolgono un’importante azione protettiva contro l’erosione delle sponde. Raggiunto il greto sassoso si scopre che, anche in questo caso, in condizioni climatiche ottimali, esso è percorso solo da alcuni rami del fiume, che al contrario si trasformano in una impetuosa distesa d’acqua se la pioggia cade abbondante. La maggior parte dell’acqua, infatti, di solito scorre nel sub-alveo, pochi metri sotto le ghiaie, per poi emergere poco più a valle, prima con la formazione di lame d’acqua isolate, poi con canali persistenti che si uniscono in un’unica corrente nei pressi del ponte di Madrisio; qui il corso, alimentato anche dalle acque del fiume Varmo, si restringe e diventa meandriforme con ampie curve sinuose fluenti su un alveo pensile. Per godere appieno degli ambienti ripariali dei fiumi Varmo e Tagliamento, è consigliabile visitare il bosco di golena del Torreano a Madrisio (nel comune di Varmo), un’area naturalistica di grande interesse, che si estende tra l’argine e il letto del fiume e che costituisce una delle formazioni più rappresentative del paesaggio forestale golenale. Questo lembo boschivo, che accompagna per un tratto l’argine fra Madrisio e Canussio, costituisce una autentica rarità e per questo è stato dichiarato sito di importanza comunitaria e zona di protezione speciale.
Nelle plaghe argillose si possono distinguere le zone di emergenza in cui l’acqua fuoriesce a pressione e ristagna in piccole cavità che prendono il nome di olle per la loro caratteristica forma a catino o di fontanai, se caratterizzate da un contorno irregolare. A ridosso degli acquitrini si estende spesso una torbiera “infrigidita”, per l’accumulo di sostanze organiche vegetali indecomposte, che insieme all’argilla formano appunto la torba, trattenendo le sostanze nutritive capaci di fertilizzare il terreno. A quest’area fa seguito una zona più esterna, ancora molto umida, che prende il nome di Marcita o prato stabile, mantenuta dall’acqua risalita per capillarità dalla falda posta in prossimità della superficie. Le olle, in genere isolate, poco profonde e limpide, un tempo popolavano più numerose il territorio e si potevano collegare naturalmente attraverso canali e fondere tra loro, formando lamai o piccoli laghi. Dalle olle in certi casi si originano rigagnoli o rii che divagano sulla piana fino ad incontrarne altri analoghi: la loro unione può produrre le rogge e, in certi casi, dar vita a veri e propri fiumi di risorgiva. Dai “fontanai” e dalle conche di risorgenza in comune di Camino al Tagliamento prendono origine, ad esempio, la roggia di Gorizzo, la roggia di Bugnins e la roggia Marzia, che poi confluiscono in un corso più importante, il Varmo. Questo fiume, che era tanto caro a Ippolito Nievo, attraversa non solo il centro di Camino, ma gran parte delle piccole frazioni, dove offre squarci suggestivi e interessanti osservazioni ambientali.

Tuttavia è possibile visitare un’area molto significativa dal punto di vista ambientale, il Parco delle Risorgive, che si estende per circa 40 ettari poco a sud del centro di Codroipo: si tratta di un’oasi naturalistica che la regione ha voluto preservare con una speciale delibera del 1983, attrezzata con strade bianche, ponti, tabelle tematiche, aree di sosta per giochi e pic-nic e percorsi segnalati in modo da non intaccare le realtà naturalistiche di altissimo valore presenti nel parco stesso. L’area, anch’essa caratterizzata dal fenomeno dell’affioramento delle acque in olle e fontanai e dallo scorrere rapido delle rogge, è ancora un’isola intatta che offre rifugio alla fauna migratoria e stanziale e ospita un’enorme ricchezza di specie vegetali.

Nella zona di Talmassons, a Flambro, si trova lo splendido Biotopo delle Risorgive di Flambro, fortunatamente sopravvissuto alle bonifiche e ai riordini del dopoguerra: è uno degli ambienti naturali più interessanti della pianura friulana, dove le acque della falda riaffiorando creano veri e propri serbatoi di biodiversità, per la presenza di specie “relitte” ed endemiche. In esso, infatti, si susseguono armonicamente campi e prati, alternati a sorgenti, corsi d’acqua e macchie di vegetazione spontanea; adiacente a quest’area si estende anche la Torbiera di Flambro, con un tipico specchio d’acqua acquitrinoso, su cui si sviluppa un interessante percorso didattico, attrezzato con ponticelli e passerelle di legno. Ai bordi del biotopo, sulla riva della Roggia Cusana, si trova il vecchio mulino Braida o Magrini: risalente al Settecento e rimaneggiato nel 1810, è un antico opificio di notevole pregio architettonico, destinato ad essere la sede del “Centro Visite” e di una esposizione museale. Questo biotopo protetto confina con quello delle Risorgive di Virco (nel comune di Bertiolo) ed entrambi sono compresi nel sito di importanza comunitaria (SIC) “Risorgive dello Stella”, poiché gli habitat naturali e le specie in essi presenti sono considerati di grande valore a livello europeo. Proprio qui, tra Virco e Flambro, da una serie di piccole sorgenti naturali nasce il principale fiume di risorgiva: lo Stella.In questa zona si alternano habitat straordinari, come le aree paludose, le cosiddette torbiere basse alcaline, i boschetti e i prati umidi, che rappresentano un patrimonio inestimabile per le varietà vegetali che vi albergano. Uno dei caratteri più interessanti di tale flora è rappresentato dalla presenza di specie endemiche e di numerose specie tipiche delle zone montuose, che sono pervenute in queste aree planiziali durante le glaciazioni e vi si sono mantenute grazie alla freschezza del clima, garantita dall’affioramento di acque a temperatura costante. La flora dell’area delle risorgive e in particolare di questi biotopi protetti annovera, quindi, alcune tra le specie più rare e preziose nel nostro paese, inserite nel Libro Rosso delle Piante d’Italia. La diversità di questi ambienti e la loro conservata naturalità favoriscono la presenza anche di molte specie di animali, sia acquatici che anfibi e terrestri. Avvicinandosi a Sterpo lo Stella aumenta la propria portata e le sue acque limpide e chiare offrono scorci molto suggestivi, in cui gli alberi presenti talvolta sulle sponde e le numerosissime piante acquatiche danno rifugio a specie nidificanti, svernanti e migranti di uccelli, ma anche a piccoli roditori e a volpi e caprioli. E’ piuttosto facile scorgere la Gallinella d’acqua e il Porciglione, che popolano abitualmente tutti i corsi fluviali del territorio, mentre in cielo si possono avvistare in volo rapaci adatti all’ambiente palustre, come il Falco di palude e l’Albanella minore.

Anche Castions di Strada è ricco di notevoli attrattive ambientali: soprattutto boschi planiziali, paludi e praterie umide, la cui sopravvivenza è legata al risorgere in superficie delle acque. Una volta la zona era davvero ricchissima di risorgive e le acque ristagnavano in vaste superfici paludose, poiché dal fondo dei fossi scaturivano a pressione numerose sorgenti, ribollenti per lo svilupparsi di bolle gassose e pertanto chiamate “bulidòrs”; oggi invece le zone acquitrinose dove l’acqua trapela dai sedimenti superficiali si sono ridotte a pochi lembi di territorio a ridosso dei corsi d’acqua.
Le aree umide più famose e di indiscusso valore ambientale sono in questa zona la Palude Moretto e il bosco Boscat.

La prima, che coincide proprio con il bacino di espansione del Cormòr, ospita habitat naturali ancora integri, con specie botaniche uniche che altrove sono in forte regressione. Per effetto dell’azione delle acque risorgenti e della morfologia non uniforme del suolo, con depressioni e rialzi del terreno, sono presenti nella zona vari ambienti in funzione dei diversi livelli dell’acqua, e ognuno è caratterizzato da una sua tipica vegetazione. Inoltre una caratteristica che distingue la palude e la rende un luogo estremamente piacevole durante l’estate è la presenza di moltissimi boschetti, frammentati in piccoli appezzamenti, costituiti da molte specie, tra cui platani, carpini bianchi ed aceri campestri. Proseguendo lungo il corso del Cormor fino ad imboccare la strada statale per Trieste (la storica Via Annia), si raggiunge invece il Boscat, un ampio e antico bosco di straordinaria valenza naturalistica, formato in prevalenza da farnie e carpini bianchi. Si tratta di un luogo piacevole e suggestivo, ma anche estremamente importante dal punto di vista storico-ambientale perché rappresenta uno dei pochissimi lembi di bosco planiziale che è possibile ancora visitare in Friuli, cioè uno di quei piccoli e preziosi residui dell’ampia foresta mista di querce, tigli, carpini, frassini ed olmi che copriva tutta la bassa pianura durante la colonizzazione romana. Infine Castions di Strada ospita un altro sito protetto di importanza comunitaria, la Torbiera Selvote, caratterizzata da alluvioni limose per lo più calcareo-dolomitiche: anche quest’area presenta interessanti fenomeni di risorgenza che permettono la formazione di habitat paludosi e di una ben conservata torbiera alcalina, nonché interessanti esempi di prati chiusi. Per la posizione geografica del sito, la storia geologica e le particolarità pedologiche e climatiche, nella Torbiera Selvote si è determinata una ricchezza floristica che ha pochi riscontri nelle altre zone umide dello stesso tipo.