Codroipo Cuore Live del Medio Friuli

Sito del Turismo del Medio Friuli: conoscere, capire e gustare il Medio Friuli

Associazione Intercomunale dei Comuni del Medio Friuli: Basiliano, Bertiolo, Camino al Tagliamento,

utility

Cerca

Scegli la lingua

Lingua italiana Lingua inglese Lingua tedesca

Il Parco di Villa Manin

Sono rari e incompleti i documenti necessari per stabilire con certezza la data di costruzione e per rilevare con precisione i principi tecnici ed artistici del grande giardino, eppure sembra che le sue origini risalgano ai primi del 1700: in questo periodo il parco fu realizzato secondo il modello di Versailles, con una spiccata varietà di forme e con l’esaltazione dei fondali e delle scenografie naturali, con ricchezza di riferimenti mitologici e leggendari, secondo le idee di Giovanni Ziborghi e dei Bonazza, che fecero di questo luogo il “giardino delle delizie” della famiglia Manin. I disegni originari riportavano fortezze in miniatura, arene, labirinti, teatri, fontane, bagni, giardini pensili, orologi, uccelliere e serragli; anche Carlo Goldoni, durante una sua visita alla dimora dei conti Manin, rimase colpito dalla sua magnificenza.

Poi nel corso dell’Ottocento il parco venne in gran parte rifatto secondo il gusto tardo-romantico, con due successivi interventi, di Giannantonio Selva, che lo semplificò in parte negli elementi costitutivi per ridurre le spese di gestione, e in seguito di Pietro Quaglia, che ne variò ulteriormente l’impianto, creando stradine, macchie d’alberi e laghetti, che nel loro insieme dovevano rappresentare la forma dello stivale d’Italia.

Questi interventi successivi lo hanno trasformato alla fine in un giardino paesaggistico all’inglese, con un ampio prato centrale circondato da numerosi viali che si snodano tra laghetti e giochi d’acqua e macchie di alberi di svariate specie provenienti da tutte le parti del mondo; lo stupendo parco è stato inoltre arricchito con manufatti artistici, di cui rimangono un tempietto ionico circolare che fungeva da belvedere e tre collinette con statue simboleggianti le allegorie delle virtù e numerosi altri gruppi scultorei a soggetto allegorico-mitologico (Parnaso con Apollo, le Muse e Pegaso, Plutone intento a rapire Proserpina e la ninfa Ciane piangente che viene trasformata in fontana).

L’attuale ente gestore, l’Agenzia Regionale delle Foreste, ha curato con particolare competenza la conservazione di questo parco su cui si affaccia la parte posteriore della villa, ricostituendo aree verdi, prati e viali, collocando panchine, cestini, tabelle e cartelli con i nomi delle specie vegetali più significative e provvedendo a operazioni colturali, potature e interventi dendrochirurgici. Ancora oggi quindi è possibile ammirare scorci estremamente pittoreschi e suggestivi, con ampi prati verdi alternati a maestosi alberi esotici ed europei, collinette, viali e stagni animati da statue, ornati da fontane e impreziositi da grandi vasi ornamentali di pietra:uno scenario teso a rievocare l’atmosfera mitica del mondo dell’Arcadia, che invita a rilassanti passeggiate, seguendo i viali delle Mimose, delle Magnolie, dei Melograni, della Paulownia, delle Aranciere (delimitato da grandi vasi scolpiti), delle Erme (con una serie di busti su piedistalli in pietra), la passeggiata Arcadica (con una serie di statue settecentesche) e il viale dei Cedri che conduce al laghetto di Imene.Anche sotto il profilo botanico, questo parco possiede una considerevole reputazione, grazie alla presenza di specie interessanti e di rarissimi esemplari arborei secolari.  In particolare all’inizio del viale del Tasso antico, nei pressi del fabbricato gentilizio della villa, si incontra un Tasso (Taxus baccata) che ha una circonferenza alla base di ben 4 metri, un’altezza di 11 metri e ha raggiunto la veneranda età di 200 anni. Anche alcuni platani hanno dimensioni ragguardevoli raggiungendo i 2 metri di diametro: è particolarmente maestoso un Platanus acerifolia, con circonferenza di 5,4 metri, altezza di 33 metri e età superiore ai 100 anni, che è un ibrido, nato dall’incrocio tra la specie ornamentale e quella occidentale, conosciuto per la sua funzione estetica e ombreggiante in giardini, piazze e viali. Altre piante imponenti sono un Pino laricio e alcuni cedri (un Cedro glauco, un Cedro del Libano e un Cedro di Goa) e di sicuro interesse sono anche alcuni cipressi, sequoie e farnie, i pini piangenti dell’Himalaya, i Gingko biloba, i pini strobi, i liriodendri, i ginepri della Virginia, gli aceri, gli ornielli e i lauri. Le piante ornamentali comunque sono moltissime e comprendono almeno un centinaio di specie, molte delle quali esotiche, come l’Abete del Caucaso, l’Abete di Spagna, la Paulownia, le palme del Giappone e i bambù; straordinario poi è il grande prato che si estende a nord della villa e che all’inizio della primavera si ricopre di un suggestivo e compatto manto di gialli narcisi; nelle altre stagioni tra gli alberi fioriscono i mughetti, la Milzadella dai fiori color porpora, gli alchechengi dal calice arancione a forma di palloncino e molte altre specie spontanee.
 


Nel parco vivono le lepri, gli scoiattoli, oltre alle puzzole, ai ricci e a roditori come moscardini e talpe. Numerosi uccelli trovano rifugio nell’estesa area alberata, tra cui la Ghiandaia, il Falco, il Picchio, la Tortora orientale dal collare, lo Stornello, la Gazza, la Cornacchia bigia, la Poiana, il Cardellino, il Verdone e le Cince. Nei pressi dei laghetti, in cui abbondano le trote, si notano affascinanti farfalle e vistose libellule, oltre naturalmente a rane e rospi. Questo parco, di ineguagliabile bellezza, in cui si sovrappongono motivi classici e romantici, ha costituito ispirazione per le liriche di Amedeo Giacomini, poeta del ‘900 nato a Varmo, ma trasferitosi in seguito a Codroipo, che lo ha definito «il sogno provocato dalla città dove si incontrano, amalgamati dalla fantasia, i continenti, i climi e i tempi».

 

Ritorna alla scheda sull'ambiente di Codroipo