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LA MELA JULIA

I primi grandi produttori di mele in Friuli furono i Romani, che crearono pure la prima varietà melicola autoctona, la “maziana”, in onore del suo costitutore, Caio Mazio. Queste mele arrivavano fino a Roma e se ne trova testimonianza negli scritti del greco Ateneo, di Columella (nel “De re rustica”), di Macrobio Teodosio e di Caio Svetonio Tranquillo, nell’Editto di Diocleziano, nella dieta alimentare dell’Imperatore e nel preziosissimo mosaico “Asaraton” di Aquileia, datato I secolo a.C. e raffigurante i resti alimentari di un tipico pasto patrizio. Ulteriori citazioni storiche sulla diffusione del melo e della mela in Friuli arrivano dagli affitti agrari, dalle terminologie linguistiche nella lingua friulana, dalle citazioni nella letteratura locale, nonché in una serie di affreschi risalenti al XV e XVI secolo e nell’iconografia quattrocentesca della “Patria del Friuli”. Importantissimo è anche il ricettario risalente alla prima metà del 1400 di Maestro Martino da Como, cuoco dei patriarchi di Aquileia Ludovico Trevisan e Guarnerio d’Artegna, che riporta le istruzioni per la preparazione delle frittelle di mele, create appositamente per gli ecclesiastici.
Agli inizi dell’Ottocento, il botanico udinese Giuseppe Carlo Cernazai, annotava nei suoi scritti un riferimento a una varietà da lui costituita, che volle chiamare “Friulana” e che fece certificare dai massimi esperti europei di frutticoltura. Dagli “Annali di Agricoltura” (pubblicazioni ministeriali del sec. XIX) si evince che in Friuli si trovavano aree molto vocate dove i centri abitati erano chiamati “i paesi delle mele” e i frutti venivano esportati anche in Egitto e in Austria.
Le ripetute gelate (in particolare quella del 1929) e le due guerre mondiali, distrussero in seguito i frutteti e azzerarono la produzione: la massiccia presenza di pozzi e impianti irrigui consortili presenti nella pianura e l’insediamento di molti frutticoltori altoatesini diedero nuovo impulso, verso gli anni Cinquanta del Ventesimo secolo, alla melicoltura.

Con la protezione provvisoria della Dop, ottenuta nel 2008 grazie all’impegno dell’Associazione per la certificazione della mela friulana di Chiasiellis di Mortegliano, la mela del Friuli (chiamata “Julia”) viene prodotta e confezionata esclusivamente sul territorio del Friuli Venezia Giulia ed è garantita anche dal marchio “A.Qu.A-Agricoltura Qualità e Ambiente”. Nel 2010, la Dop è diventata realtà effettiva. Per la coltivazione “marchiata”, ci si attiene scrupolosamente alle norme contenute nello specifico Disciplinare di produzione che stabilisce, inoltre, la marchiatura della sola qualità commerciale Extra e Prima e in possesso di parametri organolettici minimi in termini di durezza, acidità e grado zuccherino. Le varietà prescelte per la certificazione sono 5: Golden Delicious, Red Delicious, Imperatore, Granny   Smith e Royal Gala, le più adatte al territorio friulano.

La mela Julia possiede una sua precisa identità sensoriale. L’interazione fra il contenuto zuccherino e l’acidità le conferiscono un sapore estremamente ampio, ma equilibrato, dolce e delicato. La polpa è, generalmente, succosa e croccante.

Attualmente il melo è il frutto più coltivato in regione (54% della superficie a frutteto) e la produzione risulta in continuo aumento. Sono numerose, inoltre, le manifestazioni dedicate al succoso pomo, una tra tutte la Mostra regionale della mela di Pantianicco di Mereto di Tomba che dal 1969, annualmente, a fine settembre, richiama migliaia di persone per degustare i prodotti a base di mela.

Sono ormai decine i produttori regionali che utilizzano il marchio della “Julia”. La dimensione delle aziende produttrici è generalmente medio piccola, ma raggiunge punte di grande estensione nella zona di Codroipo o nell’alta pianura della provincia di Pordenone dove i meleti superano, a volte, i 100 ettari di grandezza. La produzione complessiva si attesta su circa 50.000 tonnellate annue ed è di ottima qualità.

Su ognuna delle mele Julia è ben visibile il bollino distintivo con la stilizzazione del mosaico aquileiese che la raffigura. Il prodotto confezionato, invece, viene presentato nelle cassette bianco-azzurre sulle quali compare il caratteristico logo.