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I castellieri

Quadruvium, il nome latino che indica Codroipo e che significa "incrocio di quattro strade" ha sempre fatto pensare all’origine romana del paese. Essendo in un’area all’interno della centuriazione aquileiese si è sempre ipotizzato che l’antico abitato fosse sorto in prossimità di una mansio, una stazione di servizio per il cambio dei cavalli e la sosta lungo la strada che da Concordia Sagittaria  conduceva al Norico, l'attuale Austria. Le tracce romane a Codroipo sono molto interessanti e varie, ma le ricerche degli ultimi quindici anni hanno fatto tuttavia spostare notevolmente indietro la data in cui gli uomini hanno abitato stabilmente il territorio.

Sono due infatti i castellieri di età del bronzo che hanno ospitato le prime presenze umane di cui siamo certi. Il più antico, perlomeno fino alle attuali conoscenze si trova tra le frazioni di Rividischia e San Martino. Ha una pianta pentagonale che era delimitata da un terrapieno artificiale non conservato ma riconoscibile dalle fotografie aeree. In base ai materiali emersi, maufatti in pietra lavorata, frammenti in ceramica e in metallo, si possono ricostruire le fasi di vita del villaggio, che fu abitato a più riprese all’incirca dal 2550 al 700 a.C.

L’altro castelliere è quello della Gradiscje, situato a sud del capoluogo nei pressi del campo sportivo e del parco delle risorgive. Il sito viene datato nei secoli del bronzo recente e del bronzo finale (XIV - secc. a.C.), e le indagini sono tuttora in corso. Lo scavo ha portato alla luce numerosi manufatti in ceramica, anche di grandi dimensioni e oggetti in metallo, quali panelle (piccoli lingotti da lavorare), un coltello, due punte di freccia, spilloni. Numerose fusaiole (piccoli pesi per il fuso) testimoniano la lavorazione della lana nell’abitato, dato confermato anche dal ritrovamento di ossa e denti appartenuti a caprovini.

Il periodo maggiormente documentato resta l’età romana, che ha lasciato grandi testimonianze in due aree e in un’infinità di ritrovamenti sporadici. Nella centrale piazzetta Marconi sono emerse grandi quantità di ceramiche e anfore di età medioaugustea (fine del I sec. a.C. - inizi I sec. d.C.). Il sito non costituiva un insediamento abitativo o un luogo di sepoltura, bensì uno scarico di ceramiche funzionali al drenaggio dell’area e ora esposte al Museo, nelle immediate vicinanze. Si tratta di vasi d’uso comune, come recipienti in ceramica grezza e anfore, accanto a manufatti d’importazione molto raffinati.

Il sito più importante e spettacolare scavato in territorio comunale è però la necropoli di Iutizzo. Dalle sessantanove tombe rinvenute, databili dal I secolo a.C al IV secolo d.C. provengono dei corredi funerari varii e pregiati. Tra i reperti più belli si segnalano collane in pasta vitrea, tre fibule in bronzo, lucerne e recipienti per il vino quali anforotti, una bottiglia in vetro e bicchieri. Le tombe più antiche erano a cremazione, mentre dal II secolo d.C., e sempre più con la diffusione del Cristianesimo, prevalse l'inumazione.

Anche altri punti di Codroipo hanno restituito tracce della frequentazione romana. Nei pressi di Beano, ad esempio, pochi anni fa nel corso di lavori per la realizzazione di un traliccio dell’ENEL fu rinvenuta una tomba romana di età imperiale. Casi simili sono molto frequenti nel territorio, e testimoniano la frequentazione assidua dell’area.

Anche il Medioevo ha lasciato deboli ma significative tracce a Codroipo. Si sa, anche grazie alle fonti storiche, che il centro del paese era racchiuso da una cortina difensiva. Scavi svoltisi negli ultimi anni hanno individuato nell’attuale centro del paese le tracce del fossato che cingeva la cortina, e al di là del fossato sono emerse alcune sepolture ad inumazione con semplici corredi. Dati simili confermano il rinvenimento avvenuto negli anni '50, sempre nella piazza Garibaldi, di una sepoltura longobarda.

I materiali provenienti dagli scavi sono custoditi presso il Civico Museo Archeologico. Il museo è ricavato all’interno delle vecchie carceri mandamentali e conserva  anche reperti di epoche successive.

 

L'età romana

Il Medioevo I secoli dell'età veneta
Napoleone a Passariano Verso il Novecento


 

I castellieri sono borghi o agglomerati murati, eretti di solito in posizione strategica, risalenti all'età; del Bronzo e del Ferro. Numerosi ritrovamenti sono stati segnalati in Istria, sul Carso, nel Goriziano, in Carnia, ma anche nel resto del Friuli, nel Veneto, in Trentino, in Liguria, nelle Marche e in Puglia. I castellieri della pianura friulana hanno caratteristiche proprie: a differenza dei castellieri istriani, carsici e carnici, di forma circolare o ovale, per meglio adattarsi all'orografia del territorio, la pianta è prevalentemente quadrangolare; le porte sono aperte ai quattro vertici orientati verso i punti cardinali; occupano aree piuttosto vaste e sono protetti da aggeri (rialzi) di terreno, da palizzate e fossati. Talvolta nei pressi dei castellieri, in collina come in pianura, è possibile ritrovare tumuli contenenti salme inumate in posizione rannicchiata, tipica dell'età del Bronzo; nell'età del Ferro all'inumazione si sostituisce l'incinerazione. Il materiale ceramico ritrovato e i manufatti in ferro e bronzo, databili all'età del Ferro e a quella tarda del Bronzo, testimoniano l'esistenza di una civiltà prevalentemente stanziale, basata su un'economia agricolo-pastorale. Difficile stabilire quali popolazioni si stabilirono nei castellieri, probabilmente si tratta di popoli che invasero a più riprese la penisola, dal XV secolo a. C. all'inizio del primo millennio a. C. Attraverso il tempo e le migrazioni, però, i castricoli si succedono: Histri, Veneti, Carni, fino ad arrivare, nel 200 circa a. C. ai Romani.